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Tour del Giappone

Dopo 13 ore di volo, abbiamo deciso di trascorrere la prima notte a Tokyo per riposarci. L’idea iniziale era quella di partire subito verso Takayama, ma ci siamo presto resi conto che la distanza dall’aeroporto avrebbe reso il trasferimento particolarmente lungo e stancante. Per questo abbiamo scelto Kanazawa come base per questa prima parte del viaggio in Giappone, trascorrendovi tre notti complete; una decisione che si è rivelata ottima per il nostro itinerario. Kanazawa ci ha sorpresi più di quanto immaginassimo e, allo stesso tempo, ci ha permesso di visitare comodamente Shirakawa-go e Takayama senza continui cambi di hotel o spostamenti.

Nel cuore delle Japanese Alps, tra montagne, villaggi storici e antiche tradizioni, si trova infatti una delle zone più affascinanti del Giappone. Da Takayama, con le sue atmosfere d’altri tempi, a Shirakawa-go, celebre per le iconiche case dal tetto in paglia, fino a Kanazawa, elegante città di samurai e giardini tradizionali: questa regione racconta il volto più autentico e suggestivo del Paese, lontano dal ritmo frenetico delle grandi metropoli.

Per la tratta Takayama–Shirakawa-go–Kanazawa suggeriamo assolutamente di prenotare il bus con qualche giorno in anticipo (partenza dalla stazione di Kanazawa, parte dietro), soprattutto nei periodi più turistici.

Noi abbiamo scelto di visitare Takayama e Shirakawa-go nella stessa giornata: la mattinata l’abbiamo trascorsa nella prima cittadina, mentre il pomeriggio lo abbiamo dedicato alla magica Shirakawa-go. Una scelta che rifaremmo senza esitazione, soprattutto perché ci ha permesso di vivere Takayama nelle prime ore della giornata, visitando il celebre Miyagawa Morning Market, una delle esperienze più autentiche della città, e di concludere invece la giornata nella quiete del villaggio storico patrimonio dell’UNESCO, proprio al tramonto.

Fare il percorso inverso è assolutamente possibile e probabilmente permette di godersi Shirakawa-go con un’atmosfera ancora più suggestiva, ma significherebbe rinunciare al mercato mattutino di Takayama, che per noi è valso davvero la pena.

Takayama

Sanmachi Suji
È il cuore della città e il luogo dove Takayama mostra tutta la sua anima più tradizionale. Case in legno perfettamente conservate, insegne antiche, piccole botteghe e un’atmosfera sospesa nel tempo. Qui non serve avere una meta precisa: il modo migliore per viverla è semplicemente camminare senza fretta. Potrete fermarvi per degustazioni di sake più o meno discutibili, assaggiare l’incredibile sushi di carne di Hida oppure mangiare gli iconici spiedini di riso preparati dagli anziani del villaggio.

Miyagawa Morning Market
Piccolo, autentico e locale. Perfetto per iniziare la giornata con calma tra prodotti artigianali, street food e bancarelle tradizionali. È una di quelle esperienze semplici che riescono però a raccontare davvero il Giappone più quotidiano.

Takayama è anche una delle cittadine migliori dove acquistare souvenir, soprattutto grazie alla storica lavorazione del legno per cui è famosa. Entrare nei piccoli negozi artigianali sparsi per il centro storico è parte dell’esperienza stessa. Visitate inoltri i vari templi e il famoso ponte rosso.

Giappone Sushi di Carne

Shirakawa-go

La nostra sensazione è che non valga particolarmente la pena dormirci: il villaggio patrimonio dell’Unesco è piccolo e si visita tranquillamente in poche ore.

Ogimachi Village: qui si concentra praticamente tutto il senso del luogo. Non bisogna cercare attrazioni particolari o una lista infinita di cose da fare: il bello è passeggiare lentamente tra le tradizionali case gassho-zukuri e assorbire l’atmosfera del villaggio. Perdetevi tra i pulitssimi canali con le carpe e gli anziani del villaggio che vogliono mantenere una certa riservatezza nonostante il luogo sia uno dei più iconici del Giappone.

Shiroyama Viewpoint è la vista dall’alto che probabilmente avete visto in tutte le fotografie di Shirakawa-go. Vale assolutamente la salita.

Tra le case tradizionali visitabili, la più famosa è Wada House, perfetta per capire meglio la storia e la struttura delle abitazioni tipiche del villaggio.

Invece la zona centrale lungo il fiume e i ponti sospesi è probabilmente il punto dove Shirakawa-go dà il meglio di sé, soprattutto con una luce morbida o in inverno quando tutto diventa ancora più silenzioso e surreale.

Non è un posto con mille cose da vedere.
È più un’immagine da vivere lentamente, con il ritmo giusto.

Shirakawa-go e le Alpi del Giappone

Kanazawa

Come accennato, Kanazawa è stata senza dubbio una delle nostre mete preferite dell’intero viaggio. Raffinata, elegante e incredibilmente vivibile, riesce ad avere tutta l’atmosfera del Giappone tradizionale senza il caos di città più turistiche.

Kenroku-en. Uno dei giardini più belli del Giappone. Ma definirlo semplicemente “un giardino” sarebbe riduttivo: qui tutto è equilibrio perfetto. Ogni prospettiva sembra studiata nel dettaglio. Al termine della visita, uscendo dall’ingresso opposto, troverete un piccolo tempio senza tempo, poco conosciuto, ma incredibilmente affascinante. Continuando a camminare fuori dal parco incontrerete musei, torii rossi, santuari e templi disseminati ovunque. Il consiglio migliore è semplicemente scegliere una direzione e perdersi.

Subito accanto si trova Kanazawa Castle con il suo enorme parco. Non è il castello più iconico del Giappone, ma l’intero complesso è elegante e poco caotico. Anche se nel 2026 parte dell’area è ancora in ricostruzione, passeggiare tra le porte storiche, le case da tè e i giardini è stato qualcosa di davvero memorabile.

Higashi Chaya District è il celebre quartiere delle geishe. Turistico, sì, ma ancora estremamente affascinante se scoperto all’ora giusta. Noi consigliamo assolutamente di visitarlo di prima mattina: abbiamo avuto modo di entrare anche in una tradizionale casa da Geisha e vivere l’atmosfera con molta tranquillità.

Qui abbiamo trovato per caso quello che è stato probabilmente il tempio più suggestivo dell’intera vacanza: Hōsenji Temple. Perdetevi tra vicoli, piccoli templi nascosti e case storiche. In realtà comunque è la zona migliore dove visitare templi e viverli nella quiete della città.

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Kanazawa è inoltre famosa per la lavorazione della foglia d’oro: troverete moltissimi negozi, laboratori e persino un museo dedicato. Sempre in questa zona suggeriamo una vera degustazione di sake presso Fukumitsuya Sake Brewery.

Ps. Per raggiungere Higashi Chaya, percorrete una delle passeggiate più belle della città lungo le sponde dell’Asano River, magari con un onigiri in mano per colazione!

Assolutamente da visitare anche il Nagamachi Samurai District, l’antico quartiere dei samurai. Qui abbiamo visitato la splendida Nomura-ke (una casa tipica), che consigliamo senza alcun dubbio.

Suggeriamo assolutamente anche la visita al particolarissimo Myōryū-ji, conosciuto come “tempio ninja” per i suoi passaggi segreti, trabocchetti e stanze nascoste, e restando in tema, merita anche il Ninja Weapon Museum.

Infine, non sottovalutate la zona della stazione di Kanazawa: all’interno del centro commerciale troverete molti negozi e tantissimi posti dove mangiare.

Per finire, non dimenticate di andare all’Ōmichō Market e di fermarvi tra le sue famosissime bancarelle all’ora di pranzo!

Qui abbiamo vissuto anche quella che è stata, probabilmente, una delle esperienze più belle e inaspettate del nostro viaggio: la nostra “cerimonia del tè”.

Cercavamo semplicemente un posto dove fermarci per una merenda, bere un buon tè caldo e riposarci un po’. Vicino al nostro hotel ci siamo imbattuti nella Tea House Sakura e quella che doveva essere una semplice pausa si è trasformata in un’esperienza che non dimenticheremo.

I due proprietari, nonostante la barriera linguistica, ci hanno accolti con una gentilezza incredibile e ci hanno trasmesso tutto l’amore che mettono nel loro lavoro. Con molta curiosità abbiamo chiesto loro come avvenisse la preparazione del tè matcha e, invece di limitarci a osservare, ci hanno spiegato ogni passaggio e ci hanno coinvolti direttamente nella preparazione. È stato emozionante.

Abbiamo assaggiato anche la loro cucina, che ci è piaciuta tantissimo, e quella che doveva essere una semplice merenda si è trasformata in ore trascorse a parlare con loro, ridere e scoprire qualcosa in più sulla cultura del tè in Giappone.

Ed è proprio questo che ha reso l’esperienza così speciale: non è stata la classica cerimonia del tè organizzata per i turisti, spesso molto strutturata. È stato invece un incontro spontaneo, autentico e umano, nato semplicemente dalla nostra curiosità e dalla loro voglia di condividere ciò che amano.

È stato qui, inoltre, che abbiamo scoperto una cosa che non ci aspettavamo: in Giappone il matcha latte è molto più diffuso e consumato del tradizionale tè matcha.

I giardini del Giappone
Cerimonia del tè in Giappone

Kyoto

Seconda tappa del nostro viaggio: Kyoto.
Una città capace di unire perfettamente il lato più urbano del Giappone con angoli di natura, spiritualità e silenzio che la rendono affascinante in ogni momento della giornata.

Noi ci siamo fermati 3 notti e 4 giorni, un tempo che abbiamo trovato perfetto per vedere le cose principali senza correre troppo. Abbiamo soggiornato al Matsubaya Ryokan, un ryokan molto carino e tradizionale, con colazione inclusa.

Primo approccio alla città: Kyoto Station, mercati e quartieri storici

Partendo dalla stazione centrale si incontra subito la Kyoto Tower, simbolo moderno della città. Poco più avanti si trova il magnifico Higashi Hongan-ji, uno dei principali templi buddhisti della scuola Jōdo Shinshū. Qui abbiamo avuto la fortuna di assistere a una cerimonia buddhista davvero suggestiva. Il tempio colpisce soprattutto per la sua imponenza: enormi sale in legno, profumo d’incenso e un’atmosfera estremamente spirituale e autentica.

Successivamente ci siamo spostati al Nishiki Market.
Purtroppo, contro ogni aspettativa, per noi è stata una delusione: troppo turistico, troppo affollato e con cibo spesso poco interessante rispetto agli standard giapponesi. Vale comunque la pena farci un giro, ma il consiglio è di evitare assolutamente l’orario di pranzo. Molto più interessante invece tutta la zona vintage e delle piccole vie limitrofe, da esplorare rigorosamente a piedi. Se amate negozi retrò, caffetterie nascoste e atmosfera locale, qui troverete una Kyoto molto più autentica.

Abbiamo preferito decisamente di più la zona di Sanjo-dori, più tranquilla e meno turistica. Qui si mangia bene e si trovano piccoli market locali decisamente più piacevoli. Poco distante si trova il meraviglioso Shinsenen, un piccolo tempio con giardino che sembra nascosto dal resto della città. Un luogo silenzioso, rilassante, quasi sospeso nel tempo.

Da qui abbiamo proseguito verso il Castello Nijō e il celebre Palazzo Ninomaru.
Imperdibile. Oltre ai giardini splendidi, l’interno conserva i famosi “pavimenti dell’usignolo”, costruiti per emettere un suono al passaggio delle persone e prevenire intrusioni ai tempi degli shōgun Tokugawa.

Da quest’ultimo, con l’autobus ci siamo poi spostati verso uno dei templi che più ci ha sorpreso: il Ginkaku-ji, conosciuto come Tempio d’Argento (Ginkaku-ji). Paradossalmente non è rivestito d’argento, ma il suo fascino sta proprio nella semplicità e nell’armonia del paesaggio. I giardini zen qui sono incredibili e tutta la salita che porta al tempio, piena di negozietti e souvenir, rende l’esperienza ancora più piacevole.

Best Bar in Giappone

Terminata la visita abbiamo percorso il celebre Sentiero del Filosofo (Tetsugaku No Michi), una passeggiata tranquilla lungo il canale circondato dalla natura. In primavera, con i ciliegi in fiore, è qualcosa di spettacolare.

Il sentiero conduce nella zona di alcuni dei templi più belli della città. Noi abbiamo scelto di visitare il Nanzen-ji, un enorme complesso zen immerso nel verde. Bello il grande portale Sanmon e l’antico acquedotto in mattoni che attraversa il tempio.

Sveglie all’alba: Arashiyama e il Tempio d’Oro

Entrambe le mattine successive ci siamo svegliati prestissimo per cercare di vedere i luoghi più famosi prima che venissero assaliti della folla.

La prima mattina siamo andati nella zona di Arashiyama e nella famosa Foresta di Bambù.
Forse avevamo aspettative troppo alte, quindi non ci ha emozionato particolarmente. Sicuramente molto più piacevole la passeggiata lungo il piccolo lago e il fiume subito dopo, con un’atmosfera molto rilassante. Non siamo riusciti a visitare i templi vicini né il parco delle scimmie perché era troppo presto, ma la scelta di proseguire verso il Kinkaku-ji è stata assolutamente azzeccata. Il Tempio d’Oro infatti è uno di quei luoghi che dal vivo colpiscono molto più che in foto. Il padiglione completamente ricoperto di foglie d’oro riflesso sul lago crea un panorama quasi irreale. Arrivare la mattina presto fa davvero la differenza.

Foresta di Bambù
Tempio d'oro

Fushimi Inari e Sanjusangendo

La mattina successiva ci siamo diretti molto presto al Fushimi Inari Taisha, probabilmente il luogo più iconico di Kyoto.

Gli oltre 10.000 torii rossi che attraversano la montagna creano un percorso unico al mondo. Se volete completare tutta la salita preparatevi bene, perché non è una passeggiata leggera. Noi abbiamo percorso circa metà del tragitto, che secondo noi è già sufficiente per vivere pienamente l’esperienza.

Dopo ci siamo spostati in uno dei templi che più ci ha lasciati senza parole: il Sanjūsangen-dō. All’interno si trovano 1000 statue della dea Kannon disposte in file perfettamente simmetriche. L’atmosfera qui è completamente diversa rispetto agli altri templi della città: silenziosa, mistica e davvero impressionante.

Giappone

Tramonto tra Yasaka, Heian Shrine e Kiyomizu-dera

Al tramonto abbiamo visitato il Parco Maruyama e il Santuario Yasaka, che la sera diventano ancora più belli grazie alle luci e all’atmosfera vivace ma rilassata.

Nella stessa zona merita assolutamente anche il Heian Shrine, riconoscibile dall’enorme torii rosso che domina il quartiere. Rispetto ad altri templi di Kyoto ha uno stile diverso, più maestoso e aperto, con grandi cortili e splendidi giardini tradizionali. Da qui ci siamo persi nelle storiche vie di Higashiyama, passando per Ninen-zaka e Sannen-zaka. Questa è probabilmente la Kyoto che tutti immaginano: stradine in pietra, case tradizionali in legno, lanterne, negozi storici e scorci meravigliosi. Alla fine della passeggiata si raggiunge il celebre Kiyomizu-dera: il tempio simbolo di Kyoto.

Il tempio chiude generalmente alle 18:00 (18:30 in estate e con aperture serali in alcuni periodi speciali), quindi consiglio di organizzarsi bene e dedicargli almeno un’ora.

La grande terrazza panoramica in legno, costruita senza utilizzare chiodi, offre una vista incredibile sulla città e sulla foresta circostante. Al tramonto il panorama diventa davvero magico.

L’unica nota negativa, purtroppo, è l’enorme quantità di persone, che in alcuni momenti può rendere la visita un po’ stressante. Ma resta comunque un luogo che vale assolutamente la pena vedere.

Giappone Arte

Gion, Pontochō e Shirakawa di sera

La sera Kyoto cambia completamente volto.

Visitare Gion (il più famoso quartiere delle geishe in Giappone) dopo il tramonto è un’esperienza incredibile. Le strade illuminate dalle lanterne, le case tradizionali e il silenzio creano un’atmosfera unica.
Mi raccomando però: niente foto invadenti alle geishe e massimo rispetto per il quartiere (attenzione alle multe!). Nel pomeriggio invece vi consigliamo in questo stesso quartiere assolutamente di vedere il Kennin-ji. Un tempio zen sorprendente, dove arte contemporanea e spiritualità convivono perfettamente. Alcune installazioni e i giardini buddhisti riescono davvero a lasciare a bocca aperta.

Per la cena invece le zone migliori secondo noi sono Pontochō e il canale di Shirakawa.
Qui troverete tantissimi ristoranti e locali, alcuni molto turistici, ma l’atmosfera la sera è splendida.

Nara

Nara è stata una tappa che, purtroppo, non ci ha sorpreso particolarmente in positivo. I cervi, che dovrebbero essere il motivo principale della visita e famosi per “inchinarsi” quando ricevono un biscotto, ci sono sembrati spesso aggressivi e nervosi. Abbiamo anche assistito a scene piuttosto spiacevoli di turisti che li trattavano male soltanto per divertimento o per fare qualche foto da pubblicare sui social. In Giappone esistono sicuramente luoghi dove è possibile ammirarli in un contesto più naturale e rispettoso.

Nonostante questo, la gita di mezza giornata a Nara resta comunque consigliata, perché alcuni posti meritano davvero tanto. Tra tutti, il magnifico Todai-ji, con il suo enorme Buddha, e la suggestiva camminata nella Kasugayama Primeval Forest che conduce fino al celebre santuario Kasuga Taisha: un percorso immerso nella natura, tra lanterne di pietra e un’atmosfera davvero spirituale.

A sorprenderci più di tutto è stato anche Ukimido Pavilion, il piccolo padiglione in legno costruito sull’acqua dello stagno Sagi-ike, all’interno del parco di Nara: un angolo silenzioso e molto suggestivo.

Infine, perdendovi tra queste zone, troverete moltissimi negozi di souvenir; probabilmente una delle migliori aree dove acquistarli, soprattutto lungo le stradine di Higashimuki Shopping Street e Mochiidono Shopping Arcade, piene di botteghe tradizionali, prodotti artigianali e specialità locali.

Cervi in Giappone

Osaka

Osaka? La città degli eccessi. Una città sopra le righe. Noi ci siamo passati nella speranza di trovare dei biglietti per il torneo internazionale di sumo che si tiene annualmente qui. Purtroppo non è andata come previsto (suggeriamo infatti l’acquisto di questi almeno un paio di mesi in anticipo), ma passare un paio di giorni nella capitale dello street food giapponese è comunque un’esperienza particolare.

Tramonto a Osaka, Giappone

Senza visitare gli Universal Studios Japan, secondo noi è sufficiente fermarsi 1 notte e 2 giorni, così da riuscire a vedere con calma le attrazioni principali e vivere l’atmosfera unica della città.

Imperdibile il Castello di Osaka (confermiamo la visita solo da fuori), simbolo della città, così come il celebre quartiere rétro di Shinsekai con la sua iconica Tsutenkaku Tower. Da vedere anche il particolare Namba Yasaka Shrine, un santuario insolito e molto diverso da quelli che incontrerete nel resto del Giappone.

Il quartiere più vivace della città è senza dubbio Dotonbori, famoso per le sue insegne luminose — tra cui quella del mitico Glico Man — e per il cibo di strada. Qui potrete assaggiare specialità come takoyaki (per noi terribili) e okonomiyaki, oppure semplicemente fermarvi a mangiare lungo il canale al tramonto.

Per gli appassionati di videogiochi, anime e collezionismo è imperdibile Den Den Town, il quartiere perfetto per trovare carte collezionabili, retro gaming e negozi dedicati alla cultura pop giapponese.

Shinsaibashi è la zona ideale per shopping e passeggiate tra negozi, boutique e gallerie commerciali.

Infine, dall’Umeda Sky Building potrete godervi una splendida vista sulla città… anche se, personalmente, abbiamo preferito l’immensità mozzafiato dello skyline di Tokyo.

Hiroshima

Per visitare Hiroshima includendo anche l’isola di Miyajima sono assolutamente sufficienti 2 notti. Questa è una tappa che non può mancare in un itinerario in Giappone: per noi è stata la migliore. La natura, l’atmosfera e soprattutto la storia che qui si respira rendono tutto molto toccante e impossibile da dimenticare.

Hiroshima non è una città enorme e un giorno pieno permette di visitarla bene. La nostra prima tappa è stata il Pokémon Center Hiroshima, situato direttamente all’interno della stazione, per poi iniziare a passeggiare nel centro città nella famosa Hiroshima Hon Dori Shotengai piena di negozi pazzeschi, ristoranti e bar.

Consigliamo di dedicare tempo e calma alla visita del Hiroshima Peace Memorial Park: il parco comprende moltissimi memoriali e aree commemorative, e vale davvero la pena visitarli tutti. È il cuore simbolico della città, un luogo estremamente emozionante. Al suo interno si trova anche l’iconico Atomic Bomb Dome, l’edificio sopravvissuto all’esplosione atomica e oggi patrimonio UNESCO.

Hiroshima, Giappone

Imperdibile anche il Hiroshima Peace Memorial Museum, uno dei musei più intensi e significativi del Giappone, capace di lasciare davvero il segno.

Tra le altre tappe consigliate c’è il Hiroshima Castle (ricostruito dopo la guerra) con il suo grande parco circostante; qui ci siamo imbattuti in una sfilata e dimostrazione di persone vestite da samurai d’epoca. Infine, una pausa rilassante nel magnifico Shukkeien è assolutamente consigliata: un raffinato giardino tradizionale giapponese che rappresenta tutta la bellezza del Giappone. Qui abbiamo visto le Gru!

Miyajima

L’isola di Miyajima sembra uscita da una favola! A circa 25 minuti di battello da Hiroshima, questa meravigliosa isola è una tappa imperdibile durante il vostro viaggio. Il consiglio è di acquistare i biglietti del traghetto di andata e ritorno almeno il giorno prima.

Qui abbiamo conosciuto due anziani, da cui abbiamo acquistato nella loro bottega i nostri souvenir di sake! Il posto si chiama Tekkaya Shochu Liquor Shop!!

L’isola è popolata da moltissimi cervi che contribuiscono a rendere l’atmosfera ancora più magica e passeggiano liberamente tra i vicoli, lungo il mare e tra i negozietti tradizionali.

Il simbolo più famoso dell’isola è il grande torii rosso del Itsukushima Shrine, che durante la bassa marea può essere raggiunto a piedi, mentre con l’alta marea sembra galleggiare sull’acqua. Anche senza entrare nel santuario principale, tutta la zona circostante è meravigliosa da esplorare. Noi abbiamo visitato alcuni piccoli santuari e templi nascosti tra le vie e immersi nel verde, come il Daishō-in, uno dei luoghi più suggestivi dell’isola, pieno di statue buddhiste, lanterne e dettagli davvero affascinanti.

Per questioni di tempo abbiamo trascorso qui solo mezza giornata e abbiamo preferito dedicarci all’esplorazione dell’isola senza salire fino alla cima del Mount Misen, dove si trova la famosa fiamma eterna. Se avessimo avuto un’intera giornata, però, lo avremmo sicuramente fatto. La cima si può raggiungere con una camminata di circa 1,5-2 ore oppure in funivia, e da lì pare che il panorama sia spettacolare.

Miyajima, Giappone

Un’altra cosa che dovete assolutamente fare a Miyajima è provare le ostriche, per cui l’isola è famosissima in tutto il Giappone. Le trovate: grigliate al momento, fritte, servite con riso oppure accompagnate da salse locali. Noi le abbiamo assaggiate e il sapore era incredibile, molto fresco e delicato. Anche chi normalmente non le ama particolarmente potrebbe ricredersi, perché qui sono davvero di altissima qualità e fanno parte dell’esperienza dell’isola tanto quanto i templi e il torii.

Se vi perderete tra le stradine di Miyajima, sarà solo un piacere: noi ci siamo imbattuti quasi per caso in splendide teierie tradizionali e in piccoli locali dove organizzavano corsi di calligrafia giapponese e laboratori artigianali tipici. Erano posti semplici, autentici e per nulla turistici, che ci hanno fatto apprezzare ancora di più l’atmosfera rilassata e genuina dell’isola. Proprio per questo il consiglio migliore è di non avere troppa fretta e lasciarsi guidare dalla curiosità: spesso le esperienze più belle si trovano lontano dai percorsi principali.

Tokyo

Come descriverla? Grande. Immensa. Una città dove le distanze sembrano infinite e le cose da vedere sono tantissime. Il modo migliore per viverla? Perdersi. Camminare senza meta, entrare nei vicoli, fermarsi nei konbini alle due di notte, cambiare quartiere e ritrovarsi ogni volta in un mondo diverso.

Il consiglio è scegliere, in base ai propri interessi, cosa non si vuole assolutamente perdere. Vedere tutto è impossibile, ma alcuni quartieri riescono davvero a far assaporare l’essenza del Giappone. Per noi, questi sono stati gli imperdibili:

Ryogoku è il quartiere del sumo: palestre, lottatori in kimono e atmosfera super autentica (attenzione al periodo in cui andate, non sempre si allenano).

Shibuya è la Tokyo moderna e caotica: neon, nightlife e atmosfera giovane. Non perdetevi la statua di Hachiko e il famoso Shibuya Crossing oltre che al suo famoso skyline da vedere durante una passeggiata al tramonto.

Shinjuku è la Tokyo “cinematografica”: grattacieli, vicoli minuscoli, karaoke e vita notturna infinita.

Asakusa mostra la Tokyo tradizionale, con il tempio Senso-ji, la pagoda iconica e un ritmo molto più lento. Qui c’è anche un famoso lunapark e non lontano l’Asahi Beer Headquarters.

Tokyo, Giappone

Ginza è elegante e minimalista: design, cocktail bar e shopping di alto livello. Scegliete un bar da provare e godetevi lo skyline!

Akihabara è il lato più nerd e futuristico della città, tra anime, arcade ed elettronica. Tenete una giornata perdervi tra i negozi.. ne vale la pena! Qui abbiamo inoltre visto la nostra prima pagoda di questo lungo viaggio: Kanda Myojin.

Toyosu è una delle zone più moderne di Tokyo, sviluppata sul waterfront e caratterizzata da ampi spazi, canali e imponenti grattacieli. Dopo una visita al Toyosu Market, vi consigliamo di attraversare il Toyosu-Ohashi Bridge, dal quale si apre una vista incredibile sullo skyline della città: i grattacieli che si riflettono sull’acqua creano uno dei panorami più suggestivi della Tokyo moderna.

Ueno è perfetta per vivere una Tokyo più autentica tra parchi, street food, mercati vintage e atmosfera locale. Consigliato anche per un pranzo take away nel suo famoso parco. Non perdetevi il mercato di Ameyoko.

Higashi-Kanda senza grandi attrazioni iconiche, è un quartiere con una posizione strategica dove dormire e che ha senso vivere per scoprire una Tokyo più quotidiana e meno turistica.

Shimokitazawa è invece il quartiere più “hippy” di Tokyo: pieno di negozi vintage, caffè e un’atmosfera artistica molto rilassata, perfetta per passeggiare senza fretta e scoprire piccole boutique alternative.

Harajuku infine è più caotico e creativo, con moda stravagante, street culture e la famosa Cat Street dove si trovano anche diversi animal café (noi abbiamo scelto di non entrarci, perché, oltre a essere molto turistici, ci sono sembrati più pensati per i visitatori che per offrire un’esperienza realmente legata alla cultura giapponese).

Le esperienze che si possono fare sono moltissime: dalla creazione delle bacchette fino al kintsugi. Per queste attività ci sono dei veri e proprio laboratori, che noi abbiamo trovato belli ma anche molto turistici.

Abbiamo di gran lunga preferito l’asta del tonno a Toyosu (alle 5 del mattino), la vista a 360° gratuita dal palazzo del comune o la creazione di un bonsai nel museo dei Bonsai di Shunkaen; queste sono state indimenticabili.

Il nostro bilancio del viaggio

Dopo 18 giorni di viaggio, abbiamo raccolto tutto ciò che rifaremmo, ciò che avremmo voluto aggiungere al nostro itinerario, ciò che abbiamo scelto di lasciare fuori e, infine, quello che ci ha convinto meno. Perché un viaggio non è fatto solo di luoghi da vedere, ma anche di scelte, sorprese, aspettative e qualche inevitabile delusione.

Cosa rifaremmo sicuramente

Kyoto
Kyoto è sicuramente una delle tappe che rifaremmo. È stata la città che più di tutte ci ha permesso di entrare in contatto con il Giappone tradizionale, tra templi, quartieri storici e atmosfere completamente diverse da quelle delle grandi metropoli.

Takayama, Kanazawa e Shirakawa-go
Rifaremmo senza dubbio anche questa parte del viaggio. Sono state tappe completamente diverse dalle grandi città e ci hanno permesso di scoprire un Giappone più tranquillo, rurale e autentico. In particolare, abbiamo apprezzato molto il contrasto con Tokyo e Osaka e il ritmo decisamente più rilassato di queste zone.

Hiroshima e Miyajima
Anche Hiroshima e Miyajima sono state tra le tappe che rifaremmo senza esitazione. Hiroshima per il suo enorme valore storico e per ciò che rappresenta, Miyajima per i suoi paesaggi, l’atmosfera dell’isola e il celebre torii immerso nell’acqua.

Tokyo, ma senza cercare di vedere tutto
Tokyo la rifaremmo sicuramente, ma con un approccio preciso: selezionare bene cosa vedere. È una città talmente grande che cercare di visitarla tutta in pochi giorni è praticamente impossibile. Il nostro consiglio è quindi di scegliere in anticipo le zone e le attrazioni che vi interessano davvero, organizzando le giornate per quartieri e lasciandovi anche un po’ di tempo per esplorare senza una lista infinita di cose da spuntare.

L’esperienza del bonsai
Tra le esperienze che rifaremmo sicuramente c’è anche quella dedicata al bonsai. È stata un’occasione per avvicinarci a un aspetto della cultura giapponese molto diverso dai classici itinerari turistici. Un’esperienza tranquilla, particolare e soprattutto molto personale, che ci ha lasciato un bel ricordo.

Gli skyline
Vedere Tokyo dall’alto è un’altra cosa che rifaremmo. La città cambia completamente prospettiva e, soprattutto al tramonto e dopo il calare del sole, gli skyline sono davvero spettacolari. Il nostro consiglio è di scegliere almeno un punto panoramico e concedersi un po’ di tempo per godersi il panorama senza fretta.

Il cibo
E poi, naturalmente, il cibo. Se c’è una cosa che rifaremmo senza pensarci due volte è mangiare tutto quello che il Giappone ha da offrire. Sushi, ramen, yakitori, tempura, omurice, okonomiyaki, dolci, street food e specialità regionali: il consiglio è di provare il più possibile e di non fermarsi solamente ai piatti più conosciuti. Anche i piccoli ristoranti incontrati per caso possono regalare alcune delle esperienze migliori del viaggio.

Cosa avremmo voluto fare e vi suggeriamo

Vedere il Monte Fuji
Durante i nostri cinque giorni a Tokyo siamo stati davvero sfortunati con il meteo e non siamo riusciti a vedere il Monte Fuji come avremmo voluto. È comunque una delle cose che vi consigliamo di inserire nell’itinerario. La cosa positiva è che si può tranquillamente organizzare come gita in giornata da Tokyo, quindi non è necessario cambiare hotel o dedicare più notti alla zona.

Visitare una fabbrica di sake
Ci sarebbe piaciuto molto visitare una fabbrica di sake, ma non siamo riusciti a inserirla nel viaggio. Il consiglio, se volete vivere un’esperienza completa con degustazione e visita guidata, è di prenotare con parecchio anticipo: le esperienze più interessanti tendono ad avere posti limitati.

Kamakura
Tra le destinazioni che ci sono state consigliate più spesso c’era anche Kamakura. Purtroppo non siamo riusciti a inserirla nel nostro itinerario, ma è sicuramente una delle tappe che terremmo in considerazione per un prossimo viaggio.

Assistere a un’esperienza legata al sumo
Un’altra cosa che ci sarebbe piaciuto molto fare è assistere più da vicino al mondo del sumo. Vedere i lottatori, conoscere le tradizioni e scoprire più da vicino uno degli aspetti più caratteristici della cultura giapponese sarebbe stata sicuramente un’esperienza interessante. Se ne avete la possibilità, vi consigliamo di inserirla nel vostro itinerario.

Il Castello di Himeji
Se vi spostate tra Osaka e Hiroshima, vi consigliamo di valutare una sosta a Himeji. Il suo castello feudale è uno dei meglio conservati del Giappone ed è conosciuto come il “Castello dell’Airone Bianco”, per il caratteristico colore chiaro e la sua elegante struttura. È inoltre Patrimonio UNESCO.

La posizione lo rende particolarmente comodo da visitare lungo la tratta in Shinkansen. Vi consigliamo di arrivare al mattino presto o in tarda mattinata, così da evitare i gruppi organizzati e godervi con calma sia l’interno del castello sia il grande parco circostante. Considerate circa 2–3 ore per la visita, senza rallentare eccessivamente il trasferimento verso Hiroshima.

Cosa abbiamo scelto di lasciare fuori

Una notte a Koyasan
Koyasan ci incuriosiva molto, soprattutto per la possibilità di dormire in un tempio e vivere un lato più spirituale e tradizionale del Giappone. Dopo aver letto diverse recensioni, però, abbiamo preferito dedicare più tempo ad altre tappe del nostro itinerario. Gli spostamenti ci sembravano piuttosto lunghi rispetto ai giorni che avevamo a disposizione e avevamo anche il timore che l’esperienza potesse risultare più turistica e “costruita” di quanto immaginassimo.

TeamLab a Tokyo
È una delle attrazioni di Tokyo di cui avevamo sentito parlare più spesso. Alla fine abbiamo deciso di saltarla: temevamo che fosse un’esperienza molto orientata ai social e alle fotografie e che, per i nostri gusti, potesse risultare più turistica che realmente coinvolgente. È una scelta assolutamente personale: non significa che non la consigliamo in assoluto, ma semplicemente che, con il tempo che avevamo a disposizione, abbiamo preferito dare priorità ad altro.

Cosa eviteremmo

Osaka, con un’eccezione: Toyo Toyo
Osaka, probabilmente, non sarebbe tra le città che inseriremmo nuovamente nel nostro itinerario, se non fosse per Toyo Toyo, che per noi è stato senza dubbio il miglior sushi mangiato in tutto il Giappone. Un’esperienza che, da sola, ha ampiamente ripagato la visita.

Age3
Una coda lunghissima per dei tramezzini fritti che, sinceramente, non ci hanno fatto impazzire. Più che il gusto, quello che ci è rimasto è stata la pesantezza dell’olio. Considerando la quantità e la varietà di cose incredibili che si possono mangiare in Giappone, personalmente non pensiamo che valga la pena aspettare così tanto per provarli.

Takoyaki
Qui probabilmente andiamo controcorrente: i takoyaki sono praticamente un obbligo quando si visita Osaka e, proprio per questo, secondo noi vanno assaggiati almeno una volta. Per i nostri gusti, però, sono stati probabilmente la cosa peggiore mangiata durante tutto il viaggio.

Quindi il consiglio è semplice: provateli, perché fanno parte dell’esperienza di Osaka… poi decidete voi se darci ragione e lasciarli perdere!

Opinioni divergenti

La famosa torta “fluttuante” di Osaka
Qui abbiamo avuto due opinioni completamente diverse. Per me, assolutamente no: l’ho trovata troppo pesante e non mi ha particolarmente conquistata. Per Gabri, invece, è stata promossa a pieni voti. Insomma, su questa non siamo proprio riusciti a trovare un punto d’incontro!

Gli onsen
Anche qui abbiamo avuto due approcci diversi. Io ho scelto di non provare gli onsen, perché non era un’esperienza che mi interessava particolarmente, mentre Gabri avrebbe voluto provarli.

Se dovessimo però dare un consiglio sulla base di quello che abbiamo visto e valutato durante il viaggio, probabilmente sceglieremmo una stanza o un ryokan con onsen privato: ci sembra il modo migliore per vivere questa tradizione giapponese con più calma, privacy e intimità, soprattutto se non si è particolarmente abituati agli onsen.

Piccole particolarità che noterete in Giappone

Ci sono poi tutte quelle piccole particolarità che non fanno necessariamente parte dell’itinerario, ma che durante un viaggio in Giappone finiscono inevitabilmente per attirare l’attenzione. Alcune le conoscevamo già, altre ci hanno sorpreso e sono diventate parte dei ricordi più curiosi del viaggio.

1. I tombini colorati di Osaka
A Osaka anche i tombini possono diventare piccoli pezzi d’arte. Ne abbiamo trovati diversi decorati e colorati con soggetti legati alla città: un dettaglio apparentemente insignificante, ma che vale la pena guardare anche… per terra!

2. Le pompe di benzina
Una delle cose che ci ha incuriosito di più sono state le pompe di benzina giapponesi. In molti distributori le pompe sono sospese dall’alto, con i tubi che scendono direttamente verso l’auto. Una soluzione semplice ma decisamente insolita per noi, che rende i distributori giapponesi facilmente riconoscibili.

3. Il pinguino di Don Quijote
Se durante il viaggio vedete un pinguino blu con un cappello, sappiate che state guardando il simbolo di Don Quijote, una delle catene di discount più famose del Giappone.

Il nostro consiglio è di farci assolutamente un giro, soprattutto se avete voglia di fare shopping: qui si trova davvero di tutto, dagli snack e prodotti tipici giapponesi ai cosmetici, souvenir, prodotti per la casa, elettronica, abbigliamento e molto altro. Inoltre, per i turisti è disponibile il Tax Free.

Insomma, se dovete fare acquisti e volete trovare un po’ di tutto nello stesso posto, tenete d’occhio il famoso pinguino!

4. Gli outfit più stravaganti
Preparatevi a vedere davvero di tutto. In Giappone abbiamo incontrato persone con outfit estremamente particolari, colorati e creativi, soprattutto nelle zone più giovani e alla moda.

La cosa che ci ha colpito di più, però, è stata la libertà con cui ognuno sembra esprimere il proprio stile, senza preoccuparsi troppo del giudizio degli altri. E sì, ne vedrete davvero di ogni!

5. L’ossessione per le carte
Le carte collezionabili sono praticamente ovunque: Pokémon, Yu-Gi-Oh!, One Piece e tantissimi altri titoli. Ci sono negozi interamente dedicati alle carte, vetrine piene di collezioni e persone alla ricerca della carta più rara.

Anche se non siete appassionati, è una di quelle cose che vale la pena vedere almeno una volta: vi renderete subito conto di quanto questo mondo sia enorme in Giappone.

6. Manga, fumetti e… action figure
Il mondo dei manga in Giappone è qualcosa di difficile da immaginare finché non lo si vede con i propri occhi. Librerie, fumetterie e negozi specializzati sono praticamente ovunque, così come le action figure, le celebri statuette da collezione raffiguranti personaggi di anime e manga.

Ce ne sono di ogni dimensione, prezzo e livello di dettaglio e, anche se non siete particolarmente appassionati, è quasi impossibile non fermarsi a guardarle.

7. Fumare nei bar sì, per strada no
Una cosa che ci ha particolarmente sorpreso è stata la gestione del fumo. In alcuni bar, izakaya e locali è ancora possibile fumare, mentre per strada, al contrario, fumare è spesso vietato e bisogna utilizzare le apposite aree dedicate.

È una situazione piuttosto particolare per noi: può capitare di entrare in un piccolo locale e trovare persone che fumano tranquillamente al tavolo, per poi non poter accendere una sigaretta mentre si cammina per strada.

Sono proprio queste piccole differenze rispetto alla nostra quotidianità che rendono un viaggio in Giappone ancora più curioso: non sono necessariamente cose da inserire in un itinerario, ma sono dettagli che noterete inevitabilmente una volta arrivati.

E se..

E se siete arrivati fino alla fine di questo viaggio insieme a noi, vi lasciamo con quella che forse è la scoperta più bella: il Giappone non è affatto così caro come si dice! Anzi, con un po’ di organizzazione ci ha sorpreso proprio per quanto possa essere accessibile. Insomma, non vi resta che prenotare quel volo.

Ecco la nostra mappa e il nostro tour del Giappone:

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?hl=it&mid=1OlnnbckR6mzMCZ5Ha1QvvomjZL29Yck&ll=35.41818309262044%2C136.09669954999998&z=8

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